domenica 24 novembre 2019

Toby con gli occhi più di là che di qua

Sabato 23 luglio 2019. 30 gradi all'ombra.
Matrimonio di Michele e Francesca.
Michele,ingegnere mecatronico  di Zoldo(Bl)-85 Kg di muscoli e occhi azzurri.
Francesca,avvocato di Vicenza -45 kg di ossa e occhi neri a mandorla.
Location per il pranzo di nozze:Park Hotel Astoria a Riva del Garda.

Gli invitati erano tutti ad aspettarli sulla scalinata della chiesa Santa Maria Assunta, e quando giunse la Sposa in sella A una Vespa T8 (molto molto datata) guidata da suo padre, un energumeno di 130 kg e 190 di altezza, che manco ci stava sul sellino, ci fu un grande applauso. Tutti gli ospiti allora entrarono e incominciarono a prendere posto nei  banchi. Erano un centinaio di persone più un cane, esattamente un cucciolo di Cavalier Breton, il cui proprietario era chiaramente Michele: il futuro sposo se ne stava impettito come un soldatino davanti all’ altare e quando giunse la sposa fece l’atto di abbracciarla ma poi si ricordò che non si poteva fare .Io diedi un occhiata alle mise degli ospiti. Giovani ragazzi per la maggior parte, e tutti molto sobri, tutti rigorosamente in giacca, comprese le signore, che con quel caldo non so come riuscissero a tenersele addosso(.Si sa che nei paesi senza offendere nessuno, si usa così ). Solo una donna spiccava tra tutte: indossava un vestito scollatissimo ,rosso Ferrari, scarpe  tacco 12,e uno scialle anche quello rosso e manco farlo apposta, coi capelli…indovinate il colore?,,rossi pure quelli  (ero proprio curiosa di sapere chi fosse!).
Vicino a me seduta in terza fila, una signora sugli 80 anni abbondanti, che emanava  un profumo particolare. Io di profumi me ne intendo abbastanza, ma questo era molto singolare..spremetti le meningi e ci arrivai..era un buon profumo di naftalina…(chissà da quanti anni quel vestito giaceva nell’armadio).
La cerimonia si srotolò normalmente, ma i miei occhi erano puntati solo su  Toby,  il cane,   che finora non aveva aperto bocca. Come era possibile?! Nel primo banco era stazionato a destra della signora Beatrice ,mamma di Michele, ma guardando bene mi accorsi dell’arcano… ogni 5 minuti gli veniva passato sottobanco un pezzo di biscotto –quindi durante la cerimonia  aveva ingurgitato sicuramente più di una scatola di Osvego, i suoi preferiti-.
Dopo le calde lacrime di Francesca nel pronunciare le fatidiche parole, ”accolgo te come mio sposo e con la grazia di Cristo prometto di esserti fedele sempre, nella gioie nel dolore “ la cerimonia si concluse, e allora ecco che Toby, saltò fuori come un razzo dal banco e corse sull’ altare: si buttò addosso a Michele e poi si mise a tirare lo strascico della sposa, producendogli un bello squarcio,…,ma chi se ne importa. Ecco, fece solo qualche timido guaito quando l’organo cominciò a suonare l’Avemaria di Schubert.
Gli sposi quindi, dopo aver percorso la navata, giunsero  sul sagrato….nooo….uno spettacolo immenso...i suoi compagni di squadra di hokey sul ghiaccio, tutti in rigorosa divisa del Vipiteno, vale a dire con le tute munite di parastinchi, paraspalle, ginocchiere, gomitiere, elmo con retino ,nonché pattini ai piedi con la loro protezione, posizionati ognuno sui gradini uno sotto l ‘altro, erano li cheli aspettavano per  farli passare sotto un arco di bastoni alzati…(non oso immaginare la sauna che quei disgraziati abituati a giocare sotto zero,-e in quel momento a Riva del Garda facevano 35 gradi -,dovettero subire..) e qui fu Michele a commuoversi, perché proprio non se lo aspettava…..
(per inciso il soprannominato Michele non è proprio un pischello del ‘Hockey. Vorrei ricordare che ha rindossato i pattini per la prima volta a 5 anni e il primo cartellino l ‘ha preso a 17 . In questi anni ha militato in serie A e B tipo il Cortina, Egna, Appiano , Vipiteno,  Bolzano e ha giocato con la maglia  della nazionale in Canada, Lettonia e Russia)
Quindi tutti gli invitati, se andarono alle macchine .Ma gli sposi no. Salirono sull’ardita T8, alla quale gli amici avevano attaccato la solita coda di barattoli vuoti e palloncini.
Giunsero al Grand Hotel Park Astoria .
Dopo aver attraversato la hall, entrammo in giardino….
IL paese delle meraviglie..
L’allestimento era superbo.
Ovunque bouquet e cesti di fiori.- Il colore predominante voluto dalla sposa era il lilla-:
 negli angoli, sopra muretti, lungo i bordi della piscina, perfino sui tronchi delle palme. quelle palme che hanno sempre dato un chè di esotico a quel posto ! La signora Vanessa, padrona dell ‘ Hotel e referente degli eventi, aveva predisposto tutto con raffinatezza e gran buon gusto.
E poi c’era il parco vastissimo, with a very very green grass.
 Sopra di esso erano posizionati dei banchetti lunghi, uno lontano dall’altro…in pratica delle specie di isole, traboccanti di cibo. Al momento pensai che il pranzo fosse servito in piedi.
Ma poi mi accorsi che erano semplicemente dei food-korner. Cioè ognuno di loro rappresentava un’isola di cibo diverso .Erano 4 o 5 mi sembra. Mi misi di ronda. Mi avvicinai alla prima e lessi il cartellino posto sopra, “Isola dei bocconcini di terra”, diceva, e mi fermai a curiosare: c’era cous cous di cavolfiore con cipolle caramellate, Farro all’aceto di mele con piselli e speck…..Passai alla seconda, quella dei fritti:..calamaretti croccanti, code di gambero, verdurine in tempura…,di seguito a quella delle “freschezze”,  dove  facevano bella presenza dei tartufini salati al papavero e paprika affumicata, Cheesecake salato con cipolle di Tropea caramellate… Io a dir la verità queste due isole le saltai a piè pari…mi buttai invece sulla  terza “Isola del lago di Garda”, ( e vi pare ? io sono una lacustre e adoro i pesciotti della zona). Infatti mi presi un piattino e lo caricai –caricai ,il termine esatto- di crostini di trota affumicata e bottarga di trota, di bocconcini di salmerino all’aceto di mele e miele, di luccio in saòr-..,anzi mi vergogno a dirlo feci pure il bis..anzi il tris, perché rovesciai il secondo sulle mie belle scarpette di raso bordeaux (e a nulla valse l’intervento del cameriere che vi spatasciò  sopra mezzo contenitore di borotalco). E alla quarta manco ci arrivai, ma penso ci fosse “l’isola della Toscana” con panzanelle toscane, Lardo salato di colonnata..insomma la sagra del colesterolo…Questo approccio con le isole fu peraltro un momento molto importante-a social opportunity- perché i convenuti ebbero così modo di presentarsi e di conoscersi .(si incontrarono perfino due coppie che non vi vedevano dai tempi della scuola..)Dunque si arrivò al pranzo vero e proprio.
Quindi dentro tutti in sala-mensa ! si fa per dire. Tutti tavoli tondi ,con tovagliato bianco e pizzo-sembrava di essere a Bruges - e le poltrone tutte infiocchettate, bianche pure loro.
Sulla destra era stato preparato un cartellone con rappresentati i tavoli e con accanto il nome dei 6 ospiti che vi dovevano sedere. Andò tutto abbastanza liscio a parte due signore che non volevano sedere allo stesso tavolo perché avevano le giacche a fiori uguali…. Io ero stata sistemata in un tavolo con 2 giovani coppie e la famosa signora al profumo di naftalina.. Presi subito il foglio del menù e ci sbirciai dentro…My god…ma tutte quelle vettovaglie chi se le mangiava ??
Beh nei primi si poteva spaziare dalle paste ai risotti…garganelli con pesce spada e melanzane fritte, gnocchetti sardi con salsa alla triglia e fiori di zucca, fagottini limonati ripieni di nepitella(non ho ancora scoperto che pesce sia..ma è un pesce poi ? ) Cappellacci al brasato su fondo di manzo al burro montato e scaglie di mandorle (altro attentato alla salute)…Risotto alla crema di zucchine e gamberi spadellati ,Risotto al prezzemolo con cruditè di capesante e zeste (?) di limone….
Nei secondi si poteva scegliere tra  carne e  pesce.
Orata in cornucopia ( molto aulico il termine !) con pomodoro datterino e zucchine alla menta;  cuore di fassona alla birra rossa su rostì di patate…
Non era un po’ troppo ?? Ma si sa che tutti  i pranzi di matrimonio sono così..  Seguirono i sorbetti…
L’unica cosa che fece interrompere  questa abbuffata e quindi lasciare le forchette ferme per un attimo finalmente, furono i” discorsi” che tenne qualche compagno di scuola dei ragazzi.
Tra quelli di Michele, Marco ricorda quando in quarta ITI, Il suo amico era stato mandato a casa a cambiarsi per che si era presentato davanti a quella sciroccata di prof di lettere, con ciabatte infradito e calzoncini al ginocchio (era maggio e quell’ anno faceva un caldo forsennato),dopo esser passato dal preside che gli aveva fatto una nota.
Tra quelle di Francesca invece, Sonia ricorda l’episodio di quando lei e la sua amica lasciarono che il campanello d’ allarme  dell’ ascensore suonasse per più di mezzora senza che loro si scomodassero.. Chiusa dentro c’ era quella stronza di prof di matematica.. che per giunta soffriva di claustrofobia. L’avevano  odiata subito perché nelle prove in classe dava sempre un tema diverso per ogni fila…così addio scopiazzamenti! E poi si permetteva anche il lusso di farle a sorpresa  le prove, specialmente di lunedì, quando l’Inter la sua squadra del cuore, la domenica aveva perso., quell’infame!
 Poi fu la volta di nonna Maria -93 anni-che alzandosi in piedi, aiutata da una stampella perché il mese prima si era rotta un piede, proclamò che dei suoi nipoti Paolo era il preferito(bella forza le altre due erano femmine) perché quando lui studente tornava da Padova le portava sempre un platò di pastine del caffè  Pedrocchi, e poi era cosi “valènt e bel quel toseto”.. Era molto fortunata la ragazza che se l’era brancà….disse proprio così ..brancà.. Infine fu la volta della mamma, Beatrice, una signora bionda, alta 1.80 per 65kg (grande sciatrice e Generale molto temuto nelle partite di suo figlio…..”arriva la Costantini…su con le orecchie..”infatti si metteva in prima fila e se l’arbitro non vedeva il fallo urlava come una sciamannata).Disse solo che sperava che la Francy se lo meritasse il suo Michelino!
Io mi alzai e incominciai a girare prendendo posto qui e là per i vari tavoli.
In uno raccolsi le chiacchere di una signora che si dichiarava nettamente contraria alle crociere…perché suo marito anziché scendere a terra per fare le escursioni, rimaneva sulla nave a mangiare: nell’ultimo .giro nel mediterraneo in una settimana aveva messo su 7kg.
In un altro si parlava di pollai e di galline. Una coppia aveva fatto da poco una meravigliosa scoperta: avevano inventato dei pollai con la porta che si apriva e chiudeva secondo la luce solare: la mattina si apriva verso le sette, cosicché le galline potevano uscire, e la sera si chiudeva un’ora dopo il crepuscolo, dopo che le suddette  erano entrate..e loro erano in grado di controllare l’operazione su una up del telefono…una vera furbata!
In un altro si parlava di “economia casalinga” Un signore un po’ anzianotto asseriva di aver investito un botto nelle azioni della Apple”. Ma sei matto ?-il suo commensale vicino gli ribatteva-Ormai i cinesi producono gli Huawei”. ”Sì, ma anche gli Apple sono fatti in Cina e questi rimangono sempre i migliori” “.Io invece  mi butterei su azioni americane-rispondeva un terzo- come quelle di Amazon  oppure su quelle di qualche settore innovativo tipo la robotica…”
In un altro, una distinta signora che sembrava la regina Elisabetta, raccontava che era da 30 anni che lei i giorni di Natale li passava a impastare salami. Assieme ai suoi due cugini, comprava mezzo maiale e quindi dopo averlo scuoiato, passavano la carne in un macinatoio, la impastavano bene dopo averci aggiunto aglio fatto macerare nel vino, sale, pepe ,un po’ di garofano e cannella, quindi imbustavano il macinato in corte budella del maiale stesso. E tutti a chiedere “questo Natale me ne regali uno anche a me?”
Invece in quelli dei giovani, quelli sgallettati,  i discorsi erano  sui progetti -vacanza. ”io voglio andare  a Santorini, dicono che l’atmosfera sia particolare”.” Santorini? E’ un’ isola pallosissima! E’ un mortorio, rispetto a Ibiza! Vuoi mettere Ibiza? Là sì  che c’è la movida! “ “ Macché Ibiza e Santorini ! Bisogna andare a Formentera, l posto dei vip !!..
In quelli dei” secchioni” al contrario, si parlava di musei. Uno voleva andare assolutamente a vedersi l’Ermitage a Pietroburgo,-sogno anche mio-uno voleva andare a Londra a godersi La Nacional Gallery, poi chi Berlino per il Perganon , chi ad Amsterdam per Van Gogh, chi a Oslo per L’Urlo di Munch…
Beh, dopo tre ore di gozzovigliamenti… arrivò finalmente il momento della torta e quindi tutti gli ospiti furono invitati a prendere posto attorno alla piscina : cinque piani di pasta sfoglia farcita di fragole, albicocche, frutti di bosco panna, il tutto ricoperto da glassa al pistacchio, con in cima una statuetta malandrina ,che fece sorridere tutti: un giocatore di hockey  che con il suo bastone dava una mazzata sul culo a sua moglie. E con i vini e i spumanti che seguirono, assieme al caldo disumano che faceva, tutti gli ospiti si sentirono morti stecchiti, come Polifemo che si assopì dopo che Ulisse e i suoi  compagni gli fecero bere una botte di vino per potersi dare alla fuga.
E Toby era messo peggio. Durante il pranzo era passato sotto tutti i tavoli, arrampicandosi fino alle ginocchia degli ospiti elemosinando un pezzettino di dolce. -E già come si sa i dolci non fanno bene ai cani.- Ma la mazzata finale gliela aveva data una bambinetta bionda, che senza farsi vedere aveva messo per terra il suo piattino con sopra l’intera fetta di torta…Perciò la bestiola doveva sentirsi malissimo perché se ne stava sdraiata vicino a un cespuglio con gli occhi più di là che di qua.
 A un certo punto, Michele, forse per il torpore dell’alcool , forse per allegria, andò verso la piscina e vi si buttò dentro vestito con scarpe comprese. E sapete chi lo seguì ? Solo la sua Francy, ragazza molto spiritosa anche lei vestita com’era, ma senza scarpe.

Nb : la famosa  donna sfacciatamente in rosso era, pensate voi,  addirittura la presidente del Vipiteno.
Sul riccastro andante.. ma gusto un po’ scarso... E la signora che profumava di naftalina era la vecchia,  paleolitica perpetua del parroco di Zoldo.
Ps: una storia vera ? Ma certo che sì.

martedì 19 febbraio 2019

Golf 1900 diesel a 3000 euro vendesi.



Annuncio Postato su   Pronto.It alle ore 17.20 di un martedì.

Ore 17.25. ”Pronto ? E’ lei che vende la Golf?”  “Sì, mi dica. Mi chiamo Florindo e telefono da Verona” ( mi sembrava che la voce venisse da una catacomba...tanto che mi sono detta: ma che…” sto uomo di 80 anni  sarà ancora in grado di guidare una macchina ?..)
“Sì, mi dica.” “Ecco io ero interessato alla golf!  Perchè vede io ho una bambina di 5 anni da portare a spasso, ma io l’auto non ce l’ho, cosi devo prendere  quella  di mio papà e ci devo sempre litigare. Dice che la macchina serve a lui, e poi lui non si fida perché dice che gliela scasso sempre. Anche ieri  non ho visto bene il bordo del cancello e gliela ho strisciata sulla portiera. A dir la verità è la terza volta.”  “Scusi, ma quanti anni ha lei?” “Quasi 52, perchè li compio a maggio.” “Sì, allora mi dica.” “Vorrei  venire a vederla”. “Va bene ,Quando” ? “Domani se posso”. “Bene..Verrà su col treno immagino”. “Si,sì”. “A che ora arriva a Rovereto ?” “Non lo so”. “Allora si informi sugli,orari”. “ Ma io non so leggere gli orari”. “Allora glielo dico io. Aspetti che guardo”. Già sullo sbarellato andante guardo gli orari.”Ecco ce n’ è uno che parte alle13,10,e che la farebbe essere a Rovereto alle 14.45.Potrebbe andarle bene ?”” Sì perfetto. Allora ci vediamo domani”. Io,il giorno dopo , puntualissima sulla banchina del binario n.1 di Rovereto vedo arrivare il treno. Scendono tutti ,proprio tuttissimi .Ma dello sciamannato neanche l’ombra..(a dir la verità mia sorella me l’aveva detto.ma guarda che quell’impedito non sarebbe venuto.)Torno a casa un po’ sull’incazzuta e la sera, all’ ora di cena, gli telefono a casa-mi aveva dato il numero di casa perché non possedeva un cellulare).Mi risponde una voce cavernosa (ecco da chi aveva presa il figlio, perché più che suo padre non poteva essere).”Scusi posso parlare con il signor Florindo ?”
"Non ghe ze. El me ga dito che l’andava a vedar per comprar na machena. Non savaria con che schei, perché mi non ne go dati. Quel semolon non l’è ne’ancora torna a casa."
Non ho neanche il coraggio di proferire  un baf. Dico grazie ,mi scusi e metto giù.
Ore 7,41 del giorno dopo. “Scusi, sono Florindo .Volevo chiedere scusa per ieri, .Il fatto è che io ho preso il treno come mi aveva detto lei, solo che non mi sono accorto che ero arrivato a Rovereto, e così ho proseguito fino al  Brennero. Non le dico cosa ho fatto per tornare a Verona…senta allora facciamo per domani “. “Mi dispiace tanto signor Florindo , ma la macchina l’ ho già venduta”. “Allora dispiace anche a me ..Dovrò usare ancora quella di mio papà..” “Ma signor Florindo prenda i mezzi pubblici per portare a spasso la sua bambina. La saluto.”
Mercoledì ore 10. “Pronto,pronto ! mi sente ?”” sì la sento signora”. “Ecco era per la golf. C’è ancora ?” “Sì,sì c’è. con c hi parlo ?” “Sono Jennifer di Brescia.”.(già ‘sto nome americano rubato a Dallas,mi infastidiva,,).” Mi dica”,” Ecco ero interessata alla macchina”. “Bene,quando viene a vederla ? “”Mi devo organizzare.Però le dico subito che ho un problema”. “Quale signora ?”” Ecco,io non posso intestarmela perché la compro di nascosto di mio marito. Lui dice che sono un insemenita e non so guidare,perciò la sua non me la da. Così ho pensato di comprarmene una io con i miei soldi”. “Cioè ?” Io vengo su e le porto i soldi,ma se la deve tenere intestata lei perché io in casa dico che me l’ha prestata la mia amica”.” Ahhh…ma se lei fa un incidente,la responsabilità è mia. Capisce cosa voglio dire ?” “sì,sì capisco  ma io non faccio mai incidenti…” “guardi signora mi dispiace, ma lei prima si deve informare bene su cosa è la responsabilità civile…la saluto.”
Rob da matt,mi sono detta. Ma c’e in circolazione ancora della gente così impietosamente sciroccata?
Mercoledì ore 13,35. “Pronto ? Sono l ingegner Canali di Treviso. Ero interessato alla Golf. Mi dica. Volevo sapere in che stato era la macchina..” “Buono direi,non ho mai fatto incidenti , non ha graffi e anche l interno sembra nuovo. Quanti anni ha ?” “ 8. Ma le dirò che l ho usata sempre solo io e ho una guida tranquilla.”
“Benissimo.   Ma senta, volevo solo appurare un piccolo dettaglio. Quanti cavalli corrispondono alla cilindrata 1900 ?” “ Oddio non lo so. Aspetti, guardo sul libretto. Ecco sto leggendo. sono esattamente 77 cavalli.” “ noooo  che peccato!  Mio figlio ha 18 anni e ha appena preso la patente . E ai nuovi patentati è permesso guidare solo fino ai 75 cavalli.” “ Ma senta , signor Canali,  a suo figlio,che è giovane, dà in mano una macchina di così alta cilindrata ? Mi scusi se mi permetto,ma suo figlio che scuola frequenta ?”
“Ahhh,signora mia ,qui tocchiamo un tasto dolente. Ha ripetuto la prima  geometri e quest’ anno lo hanno cazziato di nuovo. Non so più cosa fare.” “ Ehh,io sono una prof in pensione..ne ho visti di questi ragazzi..” “Ahh lei una prof ?! Senti,vieni qui Matteo,che la proff di deve dire qualcosa….” .(evito di riportare qui la mia conversazione col fanciullo)..
Mescoledì  sera,ore 20.40.” Pronto ? Sono la Commercialista Lorenzi  di Ortisei. Sarei interessata alla golf. Sa,con la mia ho fatto un incidente la settimana scorsa, nevicava e sono uscita di strada. La mia auto è da buttare. Così,mi capisce vero ? Come fa una commercilalista a rimanere senza macchina ?”
“Beh, signora  passi a vederla .” (ma a me che me fregava se lei era rimasta a piedi –volevo dirle ,ma mi sono trattenuta).
Giovedì mattina ore 9,20. Suonano al campanello.” Sono Lorenzi signora. Era per la macchina”. Scendo per andarle incontro,  La  guardo, anzi la squadro. - La sorella gemella della signora Macron, solo un pochino più in carne. Mi da una mano molliccia ( odio chi ti stringe le mani in maniera molliccia,anzi mi fanno proprio schifo), e fa un giro veloce attorno alla golf che era parcheggiata in giardino. “Sì mi pare a posto|.Ma sotto com è ?” “ Sotto in che senso ?” “ Sotto, sotto intendo. Gli assali. i freni ….senta io vorrei vedere il sotto.” “ E cioè?” “ Beh senta, posso portarla da un gommista o in officina che la mettano su un ponte in modo tale che io gli dia un occhio sotto  perchè sa,a volte certe macchine sembrano nuove fuori, ma se si guarda sotto…sono dei ruderi vaganti,,.
Io mi sento  stravolta, annichilita, imbalsamata, tremebonda...non so cosa rispondere, ma presa così alla sprovvista,le do le chiavi in mano, e le dico.:” vada, vada pure. Dovenonso.” Torna dopo 2 ore  molto soddisfatta. “Sì, sì, tutto a posto. La macchina è Ok. Le telefono stasera.”
Giovedì sera ore 21,10. “Signora, sono la commercialista Lorenzi, allora come d’ accordo vengo a prendere la macchina domani mattina ,”  “Signora commercialista, mi dispiace tanto, ma la golf non c è più. Me la hanno già pagata e vengono a ritirarla venerdì.”  Arrivederci. “–facevo per  dire-.(ma chi credeva di essere ‘sta demente ?)
Giovedì sera  ore 18.  Non sto a riportare la telefonata. Ma il succo è questo. Un ragazzo di 25 anni di Vicenza voleva la macchina pretendendo di poterla pagare in comode 15 rate di 200 euro al mese. Faceva l’ inbianchino e di più non potava dare..E io cosa potevo fare ? Non certo la banca ..
Venerdì ore 11.20. “Signora,io sono Giuseppe di  Mantova. lei è quella della macchina in vendita ?  , e come si chiama lei ?”-era una voce abbastanza giovane, ridanciana, simpatica”-Io? Flavia.” “ Bene Signora Flavia ,io sono interessato alla sua macchina”. “Quando vuole venire a vederla ?” “ Non serve Signora Flavia. Io mi fido .Solo le chiedo 100 euro di sconto.” “ E perché proprio 100 euro di sconto ?” “ per principio, solo per principio.” Ed io gli dissi di no. Che dei suoi principi io me ne facevo un baffo.
Venerdì ore 18.30. “Pronto? Sono Zico di Albania. Chiamo da Pordenone. C è ancora la macchina ?”  “Sì.” E’ pressappoco a posto? Incidenti pesanti ? Segni evidenti sulla carrozzeria? Motore a posto ? Revisionata.?  A quando risale il cambio della cinghia ?” Le risposte furono adeguate. Disse che lui e suo fratello sarebbero stati qui la mattina successiva e così fu.. Arrivarono all’ alba con una Cheroche verde luccicante . Mi spiegarono che avevano una piccola impresa di costruzione, 4 operai,  e che sembrava loro un peccato(anche per me se è per quello) andare sui cantieri con quella macchina di lusso. Perciò avevano pensato di comperarsi  un’auto più modesta. Stettero via un oretta per provarla.  E ritornarono soddisfatti Mi pagarono i 3000 euro,  dandomi 6 pezzi da 500. E io consegnai  loro il libretto per fare il passaggio di proprietà. Quando li accompagnai al cancello, mentre ero china a dare un bacino di addio alla mia Golf, che mi aveva accompagnato in tanti viaggi belli e brutti, tirarono fuori dal bagagliaio una bottiglia di spumante albanese e mi dissero che si erano dimenticati di brindare sul buon affare. Che me la bevessi con mio marito.
Domenica mattina ore 10,30. Suonano. “Sono Giuseppe di Mantova Signora, sono quello dello sconto di 100 euro.
Guardi che scherzavo .Io ,la macchina gliela pago a prezzo intero. Posso vederla ?”
“Oddio, la macchina non c è più. Ma perche’ non mi ha telefonato prima di venire ?” “ Pensavo di trovarla in ogni modo”. Scesi in giardino , portandomi dietro lo spumante albanese e 3  di calici di vetro.
Così brindammo alla Golf venduta. E se gli acquirenti non erano stati loro, festeggiare andava bene lo stesso !!
Nb.La storia è vera. Mi è accaduta 6 mesi fa .
      

sabato 18 febbraio 2017

Allora ci organizziamo ? Dobbiamo organizzarci…

Allora ci organizziamo ?   Dobbiamo organizzarci…

Allora dobbiamo organizzarci..! In che senso ? Dobbiamo organizzarci per le prossime lezioni
Ah..va bene. Ma che fretta c’è? C’è, c’è  eccome. Perché ogni volta che vengo,  mia nonna è   la solita rottura di palle : organizzati Lorenzo, devi organizzarti… Ecco allora…oggi facciamo algebra, domani geometria e dopodomani storia ,sei d’accordo ?  Sì,sì  ho capito, ma la tesina quando la guardiamo ?  …Dopo che abbiamo finito i compiti delle vacanze.  Ok .Allora incominciamo con le espressioni. Quante sono ?  Sei..,ci impiegheremo due ore. Quella prof lì (reyban alla Celentano, capelli  neri tipomortisia, anfibi e impermeabile lungo nero) è proprio fuor di testa. Non si rende conto del tempo che ci si impiega a farle. Come ci fosse solo la sua materia ! Dai, non frignare che tutte le prof di matematica sono uguali.
Allora incominciamo…però tu mi segui vero ? O la fai per conto tuo e poi confrontiamo i passaggi ? Beh,Lory forse è meglio.   Senti ma…il minimo comune multiplo di 12,4,e 5 è 60 vero ?  Dove sei arrivato ?? Hai semplificato dove si può ? non puoi tirarti dietro numeri  cicciuti.  Sì lo so. Cosa ti è risultato ? 19 ab alla seconda e 3 mezzi  xy alla quarta. ..Anche a me..Ehhvvahi Flavia, siamo due draghi.!!
Andiamo con la seconda. Stai attento ai segni .Se c’è il meno davanti alla parentesi ricordati di cambiare i segni ! Sì lo so,non sono mica imbesuito…Cosa ti è venuto ? 1 quarto bc alla terza e 1 terzo y . Sì allora è giusta!    Sono un mito lo sapevo ! un mito!
Vai con la terza…cosa ti è risultato…?  No, questa volta non ci siamo, rivediamola insieme! Cosa ? Rivederla ? non ci penso neanche lontaneamente..sai cosa faccio io? Ci metto lì il risultato del libro e che  si impicchi ! Non viene mica a controllarci i quaderni quella insemenita !  Non pensarlo neanche ! falla e basta...… Ti è venuta ?  Sì, sta volta sìiiii…
Dai avanti con le altre due….evvahi . giuste anche queste !  dammi un cinque,,ehhvvahi..
Ciao.ci vediamo domani. solita ora ? solita ora.
Allora ? Cosa hai portato oggi ? Geometria te l’avevo detto no ieri ? . Cosa avete fatto di nuovo ?
Uno schifezzo unico ! Il peso specifico dei solidi. Non ho capito una mich.....opss volevo dire un cavolo !  Ma ti ha dato la scheda la prof ?
Beh..mi pare di sì..ma non la trovo…Dai te lo spiego io…stai attento però, attentissimissimo…allora il peso  specifico di una sostanza è il peso dell’unità di volume.   Quindi se si indica con P il peso di un corpo, con V il suo volume, si avrà  P uguale ps x  V e viceversa  ps è uguale a P fratto V…
E allora cosa ti chiederà un problema ? di trovare il peso di una statua di marmo fatta a parallelepipedo rettangolo .o la capacità di una vasca sempre a parallelepipedo con dentro la benzina. E quale sarà la formula ? Volume del solido per il peso specifico stando però attenti che le dimensioni date corrispondano nella tabella . Perchè  un decimetro cubo corrisponde a 1 litro o a un kilogrammo a seconda che chiedano il peso o il contenuto…
Non ci credo…questa è una roba da pazzi…non la capirò mai….Ma come ? e i tuoi compagni come fanno risolvere i problemi ?   Se li faranno fare da qualcuno , non lo so. Oppur devono avere a casa qualcuno che sappia sta matematica...Ma noi della terza D abbiamo già risolto il problema. C’è l'Elia che è un vera lampadina, che risolve sempre  sia matematica che geometria e poi mette tutto in rete, nella family class … e noi copiamo, copiamo….e che se frega…intanto abbiamo i compiti a posto ! Vuoi vedere ? Vuoi vedere ?....No. Proprio no...Io ti spiego ,ti rispiego e poi facciamo insieme i problemi .Lo capisci o no che tu vieni da me per imparare ….e non per copiare da WatsApp…   Siìì,lo sooo .Ma che rottura !
Dai leggi il problema, disegna la figura, mettici le lettere...le lettere a b c d e f ho detto, e poi scrivi i dati..
No, qui non si può applicare la formula diretta…hai visto o no che ti hanno dato i volume’ ? e allora dovremmo applicare la formula inversa…vero o no?   Oddio, Flavia ,io ho già mal di testa . Possiamo andare avanti domani ?   Non ti rispondo neanche…datti da fare.
Pronto ? Con chi parlo ? Ah buon giorno signor Perini,,,si sì, eravamo già d’accordo,, sì  per la mostra incorniciamo una quarantina di quadri, anzi sarebbe meglio che andassimo insieme dal corniciaio così decideremo insieme.Ci risentiamo giovedì, grazie.
Flavia, ma cosa è sta storia dei quadri ? Li hai in casa tu  'sti quadri ?.Ma dove sono ? me li fai
 vedere ?
Non mi pare il caso. Non abbiamo tempo   Ma dai! Ci impieghiamo solo due minuti.  No. Nooo. E poi non sono neanche miei.  E di chi sono ?   Di una mia amica.   Allora ho capito tutto : la tua amica te li da, tu li vendi e ci guadagni sopra qualcosa! Senti Lorenzo.Io non ci guadagno sopra un bel niente perché lei mi ha già regalato dei quadri e così io l’ aiuto a venderli. Pensa alla tua geometria che è meglio…Però un giorno me li fai vedere…promesso.
Allora, hai capito o no che se le misure sono date in centimetri noi le dobbiamo trasformare in decimetri cubici, così abbiamo la corrispondenza in kilogrammi !.....Senti Flavia, non è così semplice ma mi pare di incominciare a capire, almeno mi pare…che Dio me la mandi buona!
Bom, avem finì anche per ancoi ,però dime la verità ..som migliorà o no ?
Paura eh..,non mi sono mai concentrato così tanto…devi dirlo a mia nonna ,che sennò mi dice che se non rendo, mangio pane a tradimento.  Ma tua nonna ti dice proprio così ?   Sissignora ,proprio così.
Ma senti Flavia, secondo te sono preparato per il tema di matematica ? Secondo te posso arrivare alla sufficienza ? Parliamoci chiaro : o sta matematica la so o non la so. Perchè io per andare a scuola a prendere un altro quattro non ci penso neanche lontaneamente…mi faccio fare la giustificazione di assenza e amen !  Ma vuoi scherzare ? tu vai a scuola, ti fai quel fottutissimo compito e cerchi di farlo anche bene….Beh .E adesso vai a fare il tuo allenamento.che sennò domenica giochi male e ti lasciano in panchina.             
Dai, dimmi i presupposti che facevano pensare che da lì a poco sarebbe scoppiata la prima guerra mondiale…Si li so…però sono nove e io ne so solo sette…Dimmeli su….ecco ti mancano gli ultimi due punti : la voglia di revanche della Francia contro la Germania che nel 1970 le aveva portato via l’Alsazia e la Lorena,…Voglia di che ? hai detto una parola che non conosco. Che è sta revanche ?   vuol dire Rivincita Lorenzo, ri-vin-ci-ta  . in  francese. E la corsa agli armamenti da parte di tutte le nazioni europee….La corsa a cosa ?.. Agli armamenti. .cioè alle armi Lorenzo…tutti gli stati europei avevano prodotto grandi scorte di armi…
E perché l’Italia fece la voltagabbana con le altre due alleate della Santa alleanza ? Oddio Flavia come parli difficile oggi ..parla in italiano che… capisco meglio.
 Senti  Flavia, posso raccontarti una cosa ? E ti giuro che è vero. Sai cosa ha avuto il coraggio di chiedermi l' ultima volta quella svampita di Zimbelli ?!(che ha il coraggio di andare a scuola con delle labbra a canotto color viola, tacco 12 e capelli bianchi raccolti in una treccina che le arriva fino al sedere)  Il congresso di Vienna, dicasi il Congresso di Vienna…prima pagina del libro..ma ti rendi conto ? duecento pagine fa..ma chi se lo ricordava…non sono mica Wikipedia ..in pratica mi ha fulminato ! Lo sanno tutti che ce l’ha su con me…ai miei compagni chiede sempre le ultime cinquanta pagine ...Dai  non prendertela. Le dimostreremo noi che tu la storia la sai tutta eccome. Eccome la  saprai. ! Adesso ti presto il mio bel Bignami..
Ps . I protagonisti di questo racconto sono veri ,cioè io, la prof Flavia,e Lorenzo, il mio alunno un pò malandrino,  ma simpaticissimo.
Nb. Questo succedeva l'anno scorso...ma quest'anno invece..
Quest'anno frequenta la prima ragioneria e nel primo quadrimestre si è beccato 8 in matematica,7 in storia ......che abbia imparato ad organizzarsi...??!!





martedì 29 luglio 2014

Reparto Cardiochirurgia Primo Piano Stanzanumerotre.




-Quella maledetta di Merkel  col suo euro, il suo Maastricht, e la sua dittatura del trepercento ci ha fatto crepare. Che venga a fare un giro in Lombardia e vedrà il risultato del grande mercato promesso…le fabbriche sono tutte nella merda.
-Logico…e quei farabutti di Monti, poi Letta con Saccomanni e Zanonato…tutti a portare la croce del trepercento in ginocchio davanti a quella culona… lo capiva anche un cretino che Maastricht e i suoi parametri erano sbagliati…una moneta unica per mercati diversi e prodotti diversi non può funzionare…
-Macchè ostaggi del trepercento. L’italia è ostaggio di una banda di politici figli di buonadonna che pensa solo a fare cassa…
-Sei mesi di governo di larghe intese e non è stato tagliato un euro dalle retribuzioni e dalle pensioni d’oro dei funzionari di stato…
-L’europa è un bidone, l’euro è un bidone, e chi è più forte pensa ai cazzi suoi…
-Sì, sì.. ringraziamo quel minchione di Prodi che si è venduto sua madre per entrare nella UE e nella moneta unica…ha perfino inventato la tassa sull’Europa..
-E dove lo lasci quel mezzo prete di Monti col suo governo tecnico asservito alla Germania ?
-E Letta ? quello sfigato che di Monti era solo una brutta copia, dove lo metti ?
-Sentite voi due studiati, mi avete rotto i coglioni con ‘sti discorsi di politica. Avete assaggiato il risotto ? Una schifezza…devono averlo mantecato con lo strutto e i funghi sembrano dei sassi..
-Senti Gino, non fare il sega. Lo sappiamo, lo sappiamo che di mestiere fai il cuoco, ma in questo posto qui cosa pretendi ?
-E poi come si fa a mangiarlo senza grana ?. Io ci provo …Signorina ! Non c’è del grana ?
-Nossignore. I formaggi nella sua dieta non sono contemplati.
-E allora ‘sto riso se lo mangi lei !
-No, grazie. Io non mangio mai la roba dell’ospedale.
_E perché ?
- Perché no me gusta !. Preferisco un toast giù al bar del piano terra!
Poi il Gino alzò il coperchio del secondo piatto: coscette di pollo al forno farcite di olive taggiasche accompagnate da finocchi al vapore. Ne addentò una (per la verità il galateo della tavola per lui era un optional) e Dio si salvi. !  consigliò ai compagni di non mangiarle.. Erano secche come una stropa perché secondo lui erano  del giorno prima. Questa cosa non doveva proprio dirla. ! Subito l’Achille e il Mauro, i due contabili politicanti, che però si erano trangugiati il riso senza batter ciglio, gli ubbidirono. Ingurgitarono solo le due mele cotte.
Ma l’Oreste no ! Asserì che quella roba era tutta squisita, anzi squisitissima, perché a  casa, sua moglie gli faceva sempre minestre, minestroni, polente, panade-quando la neva ben anche peverade e omblèt- e uova alla cocche.
Lui veniva da un paese di montagna- di montagna proprio alta!- e di lavoro, prima di andare in pensione, faceva il tagliaboschi. Però adesso ne faceva un altro di lavoro... ”che lo soddisfeva de pù “
Lu l’era en cazadòr de stele.
-Ah sì ? ! E cosa voleva dire cacciatore di stelle ?
-Lo capirete stasera. La Carmela, mi ha promesso che mi porta il mio attrezzo. Poi vedrete.
Infatti la Carmela arrivò con una valigetta tutta consumata e la depose sul letto. Subito l’Oreste la aprì e meraviglia….. tirò fuori un treppiedi e un grande cannocchiale … in pratica aveva in dotazione un telescopio. 
Lo montò e lo posizionò davanti alla finestra. Fece due chiacchiere veloci anzi velocissime con sua moglie, perché era già in fibrillazione, la congedò, e subito chiamò vicino i camerati.
Prima fece una piccola prefazione: lui adesso li (ovviamente non uso’ “il loro”) faceva vedere il cielo, cioè i pianeti, che a seconda del mese cambiavano posizione…ora si era in luglio. Chiamò a rapporto prima il Mauro, gli fece strizzare un occhio e gli disse che prima di tutto doveva osservare la luna per prenderla come punto di riferimento. Quella sera era piena anzi pienissima, perché essendo in questo periodo molto vicina alla terra sembrava più grande, ed era posizionata nella costellazione del capricorno-in gergo era in capricorno-. Più sopra, a sud est c’era un punto luminoso più piccolo : era Plutone in sagittario.
Toccò poi all’Achille : se osservava, ancora a sud est, ma più in basso quasi parallelo alla luna c’era Saturno-il pianeta con gli anelli gassosi- in Bilancia. E se poi spostava il telescopio più in basso, verso sud ovest, avrebbe beccato Marte, il pianeta rosso, in vergine.
 L’Oreste spostò quindi il tele verso sinistra e chiamò il Gino. A lui toccava individuare, verso sud, Nettuno in Acquario e più sotto a sud est, Urano in pesci. E basta.
-Come basta-dissero i due studiati-. E Mercurio e Giove dove caz…si erano cacciati ?!
-Domanda interessante, bravi !-sentenziò l'Oreste.  E spiegò : Mercurio stasera non lo vediamo perché sorge domani mattina un’ora prima del sole, e Giove, essendo in questo momento vicino al sole sull'orizzonte occidentale, torneremo a vederlo in agosto.
-Bene, oggi i pianeti, e domani le costellazioni. Va bene ?!
Rimasero tutti e tre basiti…però questo Oreste era proprio uno scienzone … ( loro lo avevano preso per un impedito)  e dopo aver chiuso il tele nella sua sgangherata valigetta presero posto nei loro letti e si addormentarono contenti (come dei piccoli bambini deficienti).
Il giorno dopo, il quarto del loro ricovero, a turno furono portati al piano di sotto per le Rx al torace, per la Rs all’addome, per parlare con l’anestesista e per essere-dulcis in fundo-anche depilati..
Intanto venne a far visita all’Achille, la sua amata consorte, che portò, visto che tutti  di notte e di giorno, sognavano qualcosa di dolce, un modestissimo sacchettino di prugne secche californiane che suddivise equamente tra i quattro. Sparirono in un amen, anzi a lei venne il dubbio che qualcuno (tanto per fare un nome l’Achille ) si fosse ingoiato  pure l’osso. Se le ciucciò giù pure il Mauro, che nella confusione si dimenticò (ma come si fa a dimenticarselo !) di essere diabetico ! Gli venne un colpo. Chiamò subito la signorina che le misurò la glicemia…380…Che per favore sua moglie non ne fosse assolutamente informata. !!,
E la mattina del quinto giorno…ehvvahiii, era quella giusta…finalmente sarebbero finiti sotto i ferri !  Si erano rotti i cabbasisi di stare lì ad aspettare.
Scesero dalle loro brande e tutti e quattro batterono, l’uno con l’altro, “hi five”. (ve li immaginate i quattro insemeniti?!).
Si sarebbero rivisti la sera, anzi la mattina dopo, ancora mezzi addormentatati…felici come le pasque,.
 Con il loro nuovo cuore di plastica ! (tre bypass ciascuno...)...azz...


Giorgio è arrivato ? E’ arrivato Giorgio ? Io sono pronta per Sanremo.




La signora Tina, 92 anni, si è vestita di tutto punto: un leggero rossetto rosato, tailleur grigio con sotto una camicia bianca con vollaint, collana di perle, orecchini in pandant, scarpe marron a mezzo tacco, borsettina marron a spalla; e sta posizionata accanto al termosifone. Aspettando. La porta a vetri si apre ed entra la SignorinaBionda : “E’ arrivato Giorgio (pronunciato con due O chiuse) ? Giorgio (pronunciato con due o chiuse) è arrivato ?  Io sono pronta per Sanremo”.
Ma la SignorinaB. : “Tina, ma ti sembra che oggi ci sia un così bel tempo per andare a Sanremo?! Piove che dio la manda !”
Alchè la signora Tina, “Beh non importa, Giorgio (pronunciato con due O chiuse) verrà domani. Vero che verrà domani Giorgio (pronunciato con due O chiuse) ?”Quindi apre la sua borserttina, tira fuori i fazzoletto pizzuto, ci da una soffiatina e poi dando un’alzatina alla spalla destra si avvia zompettando verso la sua stanza.
Intanto la SignorinaBionda entra nel suo sgabuzzino e sfoglia le cartelle: tutto a posto, nessuna novità, il che significa andare alla 318 a controllare la pressione, alla 342 a misurare la glicemia, alla 346 a fare l’enoxaparina, alla 348 a dare l’antidepressivo, alla 350 a controllare se la Dora è riuscita ad andare in bagno…. E comincia il suo giro ordinatamente. Come sempre compare dal nulla Carmelina(88 anni) :“Ah che bello sei arrivata! Posso venire con te?” E le mette il braccio sotto il suo, strampegandole dietro come un passerotto. Quindi  la SBionda deve entrare nella 318: “Come andiamo oggi? Passata la febbre? Prendiamo la pressione“, Rosy le porge il braccio  destro e ubbidiente tiene la mano ferma. “ La minima è troppo alta, ma hai preso la pastiglia Rosy?”,  “Certo che l’ho presa, gioia”, “ Ma se ne vedo una qui sul piattino... “, “...Oh scusami gioia, ho proprio la memoria che funziona male “, “Su su alzati seduta che la prendiamo adesso”. E Carmelina, fuori, immobile come una statua, ritta in piedi ad aspettare. Con le mani in tasca della vestaglia e un sorriso largo fino alle orecchie.  
Arrivano alla 320, “Ehi Marisoti come stiamo ?”,  “Sono qui che mi guardo il Berlusca alla tele. Sentito ? Ha appena detto che si è preso una morosa di 50 annidi meno. Quello lì non è mica normale, anzi è un vero perverso. Ma come si fa a mettersi con una bambina ?”, “ Ma Marisoti la bambina ha 28 anni ! E poi che c’è di male  ?”,  “Dico che quello lì è un pedofilo, che si vergogni ! Glielo dice una signora che di anni ne ha 102 ! “,“ E vabbè dai, spererà di farsi un po’ di pubblicità in più visto che si è candidato alle europee”.”Macchè europee, ma chi lo vuole quell’imbalsamato ? Ha definito la sua Francesca una sinfonia. Altro che sinfonia.  Quella è furba come il diavolo. Ha trovato il piccione imbesuito da spennare. Se ne accorgerà in fretta. E poi ha anche detto che la giustizia italiana è una cosa merdosa…” “Mary, ma ha detto proprio così ? cioè merdosa, alla televisione ?”” Sissignora, ha detto che la giustizia italiana è merdosa perché invece di assolverlo lo hanno mandato ai servizi sociali.”
E Carmelina,  che di cultura ne ha pochissima -anzi negli ultimi tempi ha perso anche quella che aveva, per via della demenza senile galoppante - da’ uno strattone alla Sbionda “Non voglio parlare mai  più con quella lì,  vuole sempre fare la maestrina dalla penna rossa a tutti!”(in effetti la Marisoti era stata un'insegnante elementare).
Si passa alla 322. “Oddio, dove è finita l’Eldina?... Ehi Mario, (il collega della sbionda),qui manca l’Eldina, dove è andata? non l’ho vista sul corridoio!”, E lui: “Te lo dico io dov’è: Ugo, chiamatemi l’Ugo!”. Ugo (50enne con la sindrome di Dawn) arriva quasi, dico quasi di corsa-si fa per dire perché in realtà è un po’ insemenito, un insemenito buono però-  “A rapporto, che c’è Mario ?” , e lui “ Te lo dico io cosa c’è ! Hai portato al bagno l’Eldina ?”, “ Certo che ce l’ho portata.”, “ Ma sei andato a riprenderla ?” , “ Veramente non mi ricordo, anzi sì, adesso me lo ricordo, mi sono dimenticato di andare a prenderla. Ma poi posso dire una cosa? mi sono…mi sono rotto i coglioni-sacrosante parole sue- di spingere quella carrozzella che va sempre storta.”  ”Ugo senti. Della carrozzina ne parleremo un’altra volta, ma adesso vai a riprendere subito l’Eldina e chiedile scusa per averla lasciata un’ora in bagno“, “Ai suoi ordini capo”. Lo segue anche la Sbionda, perché l’Eldina avrà bisogno di essere consolata, é già la terza volta questa settimana che Ugo la porta al cesso e poi se la dimentica dentro.
Stanza 324: “Cesare come andiamo ? “ “Bene, ma ho fame. Mi potete portare adesso il pranzo? “ “Adesso? Ma hai fatto colazione un’ora fa! “”E’ lo stesso. Io voglio il pranzo adesso.”” Ma Cesare la cucina ci manda su il pranzo a mezzogiorno, non prima !”.  E allora lui si mette a piagnucolare disperato e niente lo può consolare. E’ da cinque anni che fa così tutti i giorni. E’ perché-hanno spiegato-lui quando viveva a casa sua, subito dopo pranzo, veniva a  trovarlo la figlia. Ma da quando lo hanno messo qui, sua figlia non si è mai vista -si è trasferita tra l’altro, per sfiga a Messina--.E lui, gravemente parkinsoniano, non riesce a capire questa cosa. Si ricorda solo che subito dopo mangiato Nunzia veniva a fargli visita. Perciò vorrebbe chiedere due pranzi al giorno se potesse, perché così le speranze diventerebbero due.
Si fanno le dieci. E tutto tace .Gli ospiti dell’albergo.”Belsorriso gioioso”, sono tutti nei loro letti a dormire.
Ma nella 330 qualcosa si muove. Il signor Eugenio, pian piano esce dal suo letto. Aiutandosi con le stampelle, si veste: camicia bianca, cravatta, calzoni grigi, scarpe alte e poi indossa l’ultimo indumento che più lo soddisfa: la sua bella giacca verde con sulla spalla i gradi di colonnello. Si siede sulla sua carrozzella, esce sul corridoio e comincia il suo giro di ronda, come aveva fatto per cinquantun anni, visto che adesso di anni ne ha 84.Entra nelle stanze una a una, e con la luce della sua piletta, controlla letto per letto…tutti i soldati del suo battaglione devono assolutissimamente, fottutissimamente essere nelle loro brande a quell’ora…perchè il giorno dopo, svegli all’alba per le esercitazioni……Solo quando entra nella camera della Marisoti succede un po’ di casino, il solito casino sciamannato.
La Marisoti, che nonostante la sua età, è la  più vispa di tutti, si addormenta sempre tardi, e lei l’Eugenio non lo sopporta, anzi quasi lo teme. Così appena che sente quel silenzioso cigolio delle ruote della carrozzella avvicinarsi al suo letto, si attacca subito al campanello… e comincia a sbraitare:” E’ arrivato l’Eugenio. Io non voglio l’Eugenio. Per favore portatemi via l’Eugenio. E quando la sbionda arriva ansimante  su al terzo piano, l’Eugenio è già bello che sparito... e’ lì che dorme come un angioletto nel suo letto (naturalmente vestito sotto le coperte e con gli occhietti chiusi per finta ). E questa cosa tremebonda accade tutte le sere, per 365 giorni all’anno, moltiplicati per sette, dato che il colonello è  ricoverato lì da sette anni, in pratica da quando l’ictus gli ha tolto l’uso delle gambe e anche un po’,-anzi un po’ tanto - del cervello.
A proposito del signor Eugenio  , lui fin quando  stava bene, deve esser stato uno slandrone di prima categoria. Perché la sbionda riceve spesso delle telefonate strane. “Pronto ? Sono Assunta, la moglie del colonello, posso parlare con mio marito ?” “Certamente signora, le passo la linea”. Dopo 10 minuti seconda telefonata. “Pronto sono Assunta, la moglie del colonnello, posso parlare con Eugenio ?” “ Scusi signora, ma è successo qualcosa ? Ci siamo sentite dieci minuti fa”…”Ah sì ? Ascolti bene signorina, quella non era la moglie, perché l’unica moglie sono io, capito ? Capito signorina ?!”.



PS: questa storia è totalmente vera. Mi è stata raccontata dalla Sbionda!

Dice la SBionda...

Dice la SBionda...

Mia nonna novantacinquenne mi diceva sempre che ci sono tre cose importanti della vita da non dimenticare mai: la prima è che per nessun motivo ci si deve stancare di guardare il mondo con lo stupore di occhi bambini, la seconda è che si deve sbagliare cocciutamente per imparare meglio e la terza, prepararsi a compiere 96 anni... In una maniera insolita, ho pensato a queste parole il mio primo giorno di lavoro qui a *** (precisando subito che non c'era traccia di stupore nei miei occhi, ma solo terrore!). Mi sarei spinta verso qualcosa di sconosciuto e imprevedibile, più o meno pronta a verificare quello che avevo imparato e imparare a conoscere qualcosa di nuovo. I primi giorni si concentra la fretta di sapere, attraverso l'ansia di essere corretti, di accumulare nozioni e di dissipare dubbi. Certo, il ricordo di me che corro all'impazzata nei corridoi non è ancora sbiadito, ma mai come adesso capisco che lo stupore con cui mi sono immersa in questa esperienza e le batoste che hanno mostrato la buona strada, mi hanno permesso di intendere piano piano questa realtà. Che racchiude dentro di sé un mondo intero e molto complesso, brulicante di storie. Qui, fuori dal recinto ospedaliero, mi sono messa in ascolto e ho scoperto il valore della persona che si considera quando la si accudisce, la si cura e la si medica. Le emozioni belle e quelle più difficili fanno il paio tra di loro e ti prendono alla sprovvista, ma quello che rimane infine sono una somma di carezze gentili. Vorrei ringraziare tutti gli ospiti che mi hanno permesso di entrare nelle loro vite e tutti voi in generale ( tutta la “squadra”e tutti i preziosi volontari) che mi avete accolta. In questo tempo ho attinto da voi, che siete e sarete sempre la mia grande risorsa!

PS: Sono molto orgogliosa di poter pubblicare queste 20 righe che la SBionda ( 22anni e alla sua prima esperienza) ha scritto dedicandolo ai suoi ospiti dell'albergo "Bel sorriso gioioso" in cui lavora.


mercoledì 5 febbraio 2014

Destinazione Sorrento.



Giungemmo a Sorrento, sotto una pioggia furibonda, davanti all’Hotel Splendid, che erano le sei di sera. Eravamo partiti da scuola all’alba e ci eravamo sciroppati undici ore di viaggio. L’autista cercò ,per farci sbarcare, un po’ di spazio libero davanti all’albergo, ma nisba, il parcheggio era tutto occupato. Allora il pullmann si spostò più avanti di 100 mt. Il conduttore scese, e aprì gli sportelloni dei bagagli. Gli alunni ,e precisamente quelli della  terza B e la terza D, perché solo le terze si potevano permettere la gita di fine anno di quattro giorni, scesero giù come bufali impazziti, e con molta confusione, no, questo zaino è mio, il tuo e’ rosso,...vuoi sbranarti o no a spostare il tuo trolley che sta schiacciando il mio ?...,ehi impedito vuoi muovere o no il culo per beccare la tua sacca, la mia è sotto la tua- finalmente ognuno brancò il proprio fardello e si avvio’ verso l’hotel sotto una pioggia che era diventata ancora più furibonda. Le creature si accalcarono tutte contro il banco della hall. Le camere prenotate per i ragazzi  erano diciotto, e precisamente dieci da due persone e otto da tre. Come si sarebbero combinate ? Putiferio…cominciò il putiferio:…io voglio stare con il Benini e il Berti, io con la Sartori e la Ghezzi, io solo con il Betta,io con il Maroadi e con il Santoni…ma ,tu Santoni non avevi detto che volevi stare con noi?…,perché solo le signorine possono avere camere da due ?   noi invece vorremmo stare in un camera da quattro, perché noi di Tenno vogliamo stare insieme…
Ah sì ? E bravi i nostri ragazzi ! E secondo voi, noi vi faremmo scegliere i compagni di stanza a vostro piacimento ? State freschi ! E subito il Bianchetti, il prof capogita,-insegnante di storia dell'arte- tirò fuori dalla tasca un bel foglione bianco che posizionò sul banco…Ecco-disse-adesso ve la faccio io la formazione delle camere -.Leggerò a voce alta i nomi dei componenti di ogni stanza…voi prendete la chiavi e filate ! Andò tutto più o meno liscio ,nel senso che i ragazzi non si azzardarono a dire baf, ma per le ultime due stanze che toccavano a quattro femmine uscì un problema, anzi “un problemaccio”: nessuno voleva stare con l’Irene perché secondo le altre tre, lei puzzava. Dopo strepiti e perfino pianti-di fronte a ll’Irene basita!- uscì fuori l’ideona: si sarebbe fatto un sorteggio: vennero scritti i quattro nomi su quattro foglietti, e il Bianchetti (sempre lui) pescò : l’Irene sarebbe stata con la Francesca, e poche storie…E così fu.
Prendemmo l’ascensore e raggiungemmo il secondo piano, messo tutto a nostra disposizione, comprese le due camere che davano su un corridoio  a cui si accedeva tramite quattro scalini. Dunque dieci stanze occupate da femmine, otto da maschietti, più le quattro singole di noi insegnanti,( che poi non erano singole bensì doppie usate come tali). Queste erano poste in posizione strategica: ognuna di esse era piazzata ogni cinque stanze : il piccolo esercito  banditesco avrebbe avuto una torretta di controllo nel posto perfetto.
L’appuntamento per la cena era alle otto. Permettemmo che i ragazzi si mettessero ai tavoli con i compagni che desideravano…il problema era sempre l’Irene che si trovò a sedere in un tavolo da sola, ma il Bianchetti (ancora lui)  fece la voce grossa: scelse a caso tre ragazzi e lì piazzò con lei. Il menù della cena era  “il solito delle gite scolastiche”. Delle merdose cotolettazze e vassoi di patatine fritte, belle unte. Quelli sbaffarono tutto compreso il dolce di gelato con sotto la macedonia di fragole.(forse erano finte).
Ore ventuno e trenta: risalita al piano. Raccomandazioni, cioè ordini del Bianchetti : ognuno prenda posto nella sua stanza, e a nessuno, dico nessuno, salti in mente di uscire dalla camera per spostarsi in quella dell’altro .Vi permettiamo di tenere le luci accese fino alle undici e poi dormite, che ne abbiamo tutti bisogno.
Noi insegnanti, prima di entrare nelle nostre camere, posizionammo quattro belle poltroncine comode, ognuna davanti alla propria stanza: ci sarebbero servite più tardi per la ronda...Entrai anch’io, mi docciai, disfeci i bagagli, indossai il pigiama a quadri scozzezi rossi e bianchi (sempre lo stesso in tutte le gite scolastiche) con sopra un golfino,-il tutto in mezzora di tempo come gli altri colleghi--ed uscii fuori sul corridoio. Il primo turno di guardia toccava a me e a Raffaella, la collega di matematica, il secondo a Bianchetti e a Battistoni. Ci eravamo munite, per non annoiarci, anche di qualche rivista. Silenzio di tomba…nessun rumore di parlottii o di risate. Bene-pensammo-il viaggio doveva averli stravolti. Passò mezz’ora, e sempre nessun rumore. La cosa cominciò a insospettirci…i nostri alunni non erano mai stati degli angioletti, anzi…Io mi alzai e mi portai in fondo al corridoio, dove erano situate ,giù per le scale le due famose camere…in effetti lì, qualche rumorino di musica si sentiva…Allora io e Raffa prendemmo la decisione : iniziammo dalla prima stanza. Aprimmo la porta.: dentro i letti c’erano sì, sagome di corpi, ma quando andammo a toccarli ci accorgemmo che altro non erano che dei vestiti messi sotto le lenzuola. Ci prese un colpo...entrammo subito nella seconda: lo scherzo era uguale:  a nanna con c’era nessuno, se non abiti sotto le coperte…entrammo nella terza, nella quarta, nella quinta : la cosa si ripeteva. Andai a bussare questa volt alla porta di Battistoni e gli spiegai il fatto. Ah sì ? Vengo subito io. Senz’altro si saranno rintanati tutti nelle camere di fondo.   Pattinammo su per il corridoio e aprimmo le due porte: in ognuna delle stanze c’erano più di venti alunni: avevano accatastato i letti uno sopra l’altro : uno di essi, aveva messo su la musica del cell, e altri tre,  tenendo acceso il display, facevano riflettere la luce sui muri a mo’ di luci psichiadelica…una gran figa discoteca..  gli altri a turno ballavano.
L’imperativo di Bianchetti-intervenuto anche lui, fui immediato e perentorio: si vestissero tutti, insegnanti compresi .Si andava giù sul porto per vedere una cosa interessante, una cosa magnifica…Ma prof, sta diluviando.  E allora ? prendetevi gli ombrelli.  Ci fu il casino più casino che mai! Nessuno voleva uscire, ma Bianchetti non mollò la presa: dava dieci minuti di tempo per prepararsi !
Anch’io pensai che quella, fosse pura follia, ma ubbidii. Una bella tuta da ginnastica, giacca impermeabile, pollacchino di lacca, speravo impermeabile anche quello, e foulard in testa. Ci ritrovammo tutti nella hall e ci mettemmo in marcia. L’albergo era sito in alto, e per raggiungere il porto, la nostra- cioè quella di Bianchetti- meta, avremmo dovuto zompettare per almeno un’ora, tutto in discesa. Un’impresa demenziale e balorda. Non ho parole per descrivere l’esodo scellerato. Prima scendemmo almeno centocinquanta gradini –più che gradini, era una scalinata-poi ci inoltrammo in una specie di forra, ovviamente non illuminata, con il terreno che era fango puro. Il tutto sotto un’acqua tremebonda e remenga. Io ero sotto l’ombrello di Antonio (cognome Bianchetti) e chiudevamo la fila, cioè il branco. Però la pioggia iniziava a straventare ed io cominciavo ad essere bagnata fradicia. Guardavo la turba di anime che ci precedevano, e a un certo punto mi prese la “ridarola”. Ridendo fino a singhiozzare, dissi al collega che mi sembrava di essere nel terzo girone dell’inferno dove i peccatori erano perennemente flagellati da turbini di tempesta…si mise a ridere anche lui. “Così imparano ‘sti bamba a fare i furbetti ! vedrai che dopo questa sana passeggiata si calmeranno e dormiranno sonni tranquilli!”” Ma come-dissi io-non ci hai fatto uscire per andare a vedere qualcosa di strabiliante ?  Vedrai, vedrai-mi rispose-.
Giunti in fondo alla forra, ci ritrovammo su una spiaggetta che noi dovevamo attraversare per poi raggiungere il molo. Non ho parole per dire quello che accadde. La sabbia si era imbombita d’acqua e noi ci impantanammo tutti fino a sopra le caviglie. I ragazzi cominciavano a diventare iracondi : che cazzo era venuto in mente al Bianchetti ? Riuscimmo infine a guadare la spiaggia per salire infine sopra il molo. Era lungo anche quello…e anch’io non riuscivo a capire dove andavamo a parare...Che ci fosse un monumento particolare giù in fondo ? forse la struttura di un faro ? Raggiungemmo la fine del molo, al chè, il capo branco urlò “Alt, portatevi vicino a me”. Ubbidirono tutti, me compresa. E adesso voglio proprio vedere cosa c’è da vedere-pensai dentro di me., “Bene ragazzi, vi ho condotto sino qui per farvi notare qualcosa di molto ,molto speciale. Abbassate gli sguardi sui grandi massi che sorreggono il molo. Sono di origine lavica. E sapete da dove provengono ? Dal Vesuvio, proprio dal Vesuvio. Ecco questo era quello che volevo farvi vedere.” Io non potevo crederci…cosa ? ci aveva fatto scarpinare e inzupparci d’acqua per vedere quella stronzata?! .Ma Antonio era proprio uno sciroccato, un balengo, un rincoglionito…-pensai dentro di me-e quando un gruppo di alunni gli gridò : Proff, vaffanbrodo…lui non si arrabbiò nemmeno…”E adesso si torna in albergo, avanti ragazzi “
Il ritorno completò l’opera di disfacimento…bagnati fino alle ossa e con gli ombrelli, che per il vento, si ribaltavano, arrivammo all’albergo arrancando. Entrammo nella hall...il guardiano che faceva il turno di notte, pensavo schiattasse lì sul momento...dai nostri vestiti grondava acqua da tutte le parti…davanti al banco si erano formate tante piccole pozzanghere…Pregò i ragazzi di lasciare gli ombrelli-quei pochi rimasti in salute- lì, in entrata, e per favore di togliersi le scarpe onde evitare ruscelli di acqua anche in ascensore. Nessuno osò contrastarlo.
Salimmo al piano ,,,nessuno, ma proprio nessuno, aveva la più pallida voglia di fiatare...tutti a riposo come gli agnellini. Anche perché il giorno dopo, la sveglia era fissata per le sette…e qual’era la meta ? Questa volta non le pietre laviche, bensì il Vesuvio in persona.

Ps: quella di come  far asciugare le scarpe di quegli imbesuiti che si erano portati dietro solo un solo paio di scarpe …è un’altra storia….

Nb: questo racconto è ovviamente…assolutamente vero. Risale all’anno 2009.